Manga
A volte mi sento come in un fumetto di Adachi.
Con in più la voglia di fottere.
A volte mi sento come in un fumetto di Adachi.
Con in più la voglia di fottere.
Non c’è due senza tre.
In primavera il polso duole di più.

Sostanzialmente, da quando è tornato il Sole e la temperatura si è alzata, la capacità di auto-gestione è peggiorata.
Se infatti è già difficoltoso reprimere e resistere alle tempeste ormonali quotidiane (che cadono più e più volte ogni ora, mi piacerebbe far provare ad una donna cosa si prova in certi casi), siamo giunti alle porte del periodo più difficile e - appunto - più duro dell’anno: la primavera, la bella stagione, il sole, i vestitini scollati, le minigonne, le pance scoperte. Il corpo si risveglia al quadrato dalla dormi-veglia invernale (che in realtà non c’è mai stata, ma ora è peggio), in un esplosione di voglie represse.
Il disastro sopraggiunge quando, sovrappensiero, l’incauto sguardo si concentra su alcune parti del corpo, portandoti a fantasticare certe scene più degne di un film di fantascienza che di un incontro erotico.
Mente (e non solo) malata? I venticinque anni? No, niente di tutto questo, o forse sì. Sta di fatto che, accumulando e accumulando, arrivi al punto in cui (volgarmente) ti tempereresti il poparuolo anche in un boiler. Non chiedetemi come, ma tant’è.
C’è infine da specificare che sono in pubblico e leggono anche le Signorine, quindi è meglio rimanere forbiti in certi post. Per dire, a Stefigno o a Gatto Nero l’avrei raccontata in tutt’altro modo.
E se non sta bene a me, non sta bene anche a voi. Buon mal di palle a tutti.
indio 11:08 am on 19 Agosto 2009 Permalink |
per me togli la prima parte e lascia solo la seconda!