La primavera dell’ormone

Sostanzialmente, da quando è tornato il Sole e la temperatura si è alzata, la capacità di auto-gestione è peggiorata.

Se infatti è già difficoltoso reprimere e resistere alle tempeste ormonali quotidiane (che cadono più e più volte ogni ora, mi piacerebbe far provare ad una donna cosa si prova in certi casi), siamo giunti alle porte del periodo più difficile e - appunto - più duro dell’anno: la primavera, la bella stagione, il sole, i vestitini scollati, le minigonne, le pance scoperte. Il corpo si risveglia al quadrato dalla dormi-veglia invernale (che in realtà non c’è mai stata, ma ora è peggio), in un esplosione di voglie represse.

Il disastro sopraggiunge quando, sovrappensiero, l’incauto sguardo si concentra su alcune parti del corpo, portandoti a fantasticare certe scene più degne di un film di fantascienza che di un incontro erotico.

Mente (e non solo) malata? I venticinque anni? No, niente di tutto questo, o forse sì. Sta di fatto che, accumulando e accumulando, arrivi al punto in cui (volgarmente) ti tempereresti il poparuolo anche in un boiler. Non chiedetemi come, ma tant’è.

C’è infine da specificare che sono in pubblico e leggono anche le Signorine, quindi è meglio rimanere forbiti in certi post. Per dire, a Stefigno o a Gatto Nero l’avrei raccontata in tutt’altro modo.
E se non sta bene a me, non sta bene anche a voi. Buon mal di palle a tutti.