Me la ricordo la mia mano tra le tue gambe.
Ricordo anche la linea bianca tra due corsie.
Ricordo i tuoi gemiti, il tuo “nonfermartitiscongiuro”.
E ricordo come quel ti scongiuro mi ha fatto scoppiare a ridere. E tu, quasi per punirmi di quell’eccesso di ilarità, hai posato la tua bocca sulla mia, stringendo le gambe. Io ho perso il contatto con la strada. La macchina lentamente si è allontanata dalla linea bianca. Quando tu hai smesso di baciarmi, hai stretto il volante tra le mani e mi hai chiesto di continuare ad accellerare, lasciando le mie mani libere di dedicarsi al tuo infinito piacere. Su quel sedile del passeggero.