Me la ricordo la mia mano tra le tue gambe.
Ricordo anche la linea bianca tra due corsie.
Ricordo i tuoi gemiti, il tuo “nonfermartitiscongiuro”.
E ricordo come quel ti scongiuro mi ha fatto scoppiare a ridere. E tu, quasi per punirmi di quell’eccesso di ilarità, hai posato la tua bocca sulla mia, stringendo le gambe. Io ho perso il contatto con la strada. La macchina lentamente si è allontanata dalla linea bianca. Quando tu hai smesso di baciarmi, hai stretto il volante tra le mani e mi hai chiesto di continuare ad accellerare, lasciando le mie mani libere di dedicarsi al tuo infinito piacere. Su quel sedile del passeggero.
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A ruota libera
Nemo
non_bloggerrosa 8:33 pm on 13 Marzo 2008 Permalink |
‘mmazza che posizione scomoda
Nemo 8:35 pm on 13 Marzo 2008 Permalink |
‘nsomma, eh! più ci si ingarbuglia, meglio è!
sonounprecario 9:39 am on 14 Marzo 2008 Permalink |
bella la metafora della “linea bianca tra due corsie”